Storia di Cava

Incastonata in una splendida sella naturale alla base della penisola sorrentina, Cava de' Tirreni appare agli occhi di chi la contempla come un'incantevole e suggestiva cittadina, pullulante di vita, di storia, d'arte e di affascinanti tradizioni. Situata tra i Monti Lattari, ad est, ed i Monti Piacentini, ad ovest, la citta' fa da cerniera tra l'area pianeggiante dell'agro-nocerino, ad economia di tipo agricolo-industriale, e quella montuosa della penisola sorrentina, specializzata nel settore turistico. Cava de' Tirreni gode di una posizione privilegiata. Percorrendo una trentina di chilomentri si possono raggiungere, infatti, le piu' famose localita' della costiera sorrentina, quali: Amalfi (22km), Postano (35 km), Ravello (28 km), Paestum (50 km), Vietri (2,5 km). Questo e' uno dei motivi che l'hanno resa nel tempo una rinomata meta turistica. Fortemente incisiva e' la definizione “porta per la costiera amalfitana”, che stigmatizza la strategica posizione geografica di cui gode questo centro.

Le Origini del nome.
Non esiste alcuna certezza storica in relazione all'origine etimologica del nome “Cava”. A tal proposito le opinioni e i pareri degli storici sono molteplici e fra loro discordanti. Tre sono le ipotesi piu' accreditate. La prima trae origine dalla posizione geografica della citta'. Cava e' adagiata tra due catene montuose che nel complesso assumono le sembianze di un anfiteatro naturale: da cio' il nome “Cavea”. La seconda si rifa' alla collocazione originaria del Monastero benedettino della SS. Trinita' che domina dall'alto la citta' di Cava. Il primo nucleo dell'abbazia si sviluppo' nella grotta Arsicia. e' possibile che in passato Cava significasse appunto “grotta”. La terza ipotesi circa l'origine del nome, la piu' accreditata tra gli studiosi, e' che esso derivi dal toponimo di una strada di passaggio di epoca medioevale: la via Caba. Il termine Cava stava ad indicare una strada stretta ed avvallata attorno alla quale sorsero a quel tempo i primi caseggiati.

La Storia.
Il primo nucleo abitativo e' stato, quello dei Tirreni, navigatori etruschi.
Gia' in epoca romanda Cava divenne una rinomata localita' di villeggiatura per la nobilta', ne sono testimonianza i resti dei templi e delle ville degli antichi villaggi di Vetrato e San Cesario. In un secondo tempo si attesta presenza dei Longobardi comprovata dall'esistenza di strutture legate ad antichi usi di questo popolo come quello della Caccia ai colombi per la quale si utilizzavano delle apposite torri in cui i resti sono presenti sul territorio cavese.
Il 7 agosto 1394 Papa Bonifacio concesse “alla Terra delle Cava” il titolo e grado di “citta'”, conferendole anche l'onore del vescovo. Da quel momento la storia di Cava fu contraddistinta sempre da un tenace spirito d'iniziativa e da una stregua difesa della propria autonomia. Ancora oggi la citta' ricorda, con la manifestazione storica della “disfida dei trombonieri”, la battaglia di Sarno del 1460 tra Angioini ed Aragonesi nel conflitto per la supremazia sul Regno di Napoli. Secondo la tradizione 500 militi Cavesi giunsero spontaneamente in aiuto del re Ferrante d'Aragona che, grazie a tale intervento, riuscì a sventare l'attacco degli Angioini. Per la fedelta' dimostratagli, il re consegno' nelle mani del sindaco una pergamena in bianco con la quale i Cavesi avrebbero potuto esaudire ogni loro richiesta. Tale documento non fu mai compilato, a prova della loro onesta lealta'. La citta' di Cava si rese protagonista al fianco del sovrano anche in occasione della rivolta popolare antispagnola guidata da Masaniello nel 1647. Nel 700 e per tutto l'800, la citta' di Cava e' stata una delle mete predilette da tutti i viaggiatori italiani e stranieri che si avventuravano nel cosiddetto Gran Tour, di cui meta prediletta era Napoli e tutti i suoi splendidi dintorni, poi Paestum, la Lucania ed infine la Sicilia. Cava veniva scelta come luogo di soggiorno e di sosta gradita per l'armonia del paesaggio tra mare e monti, ma anche per le ricchezze artistiche come la splendida fontana di piazza Duomo dello scultore A. Balzico, la Chiesa della Madonna dell'Olmo e l'Abbazia Benedettina che ospita numerose opere d'arte e una ricchissima biblioteca di manoscritti. Grazie alla lunga esperienza di “citta' di soggiorno”, Cava si e' specializzata nell'ambito dell'accoglienza e della ristorazione, come attesta la vicenda esemplare della famiglia Scapolatiello

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